Ci sono alcune vite che contengono più di una storia. Antonio Fantin ha vissuto fino ai tre anni, per poi rinascere a seguito di una diagnosi.
Il suo percorso sportivo – come nuotatore – è iniziato a causa di una fistola artero-venosa che gli ha causato una compressione midollare e una paralisi degli arti inferiori. Entrato quindi in acqua per necessità, per cercare di recuperare il più possibile, ne è uscito più forte di prima. E con (almeno) un obiettivo.
Già campione paralimpico a Tokyo 2020, dove vince un oro e cinque medaglie complessive, Fantin ha intenzione di spingersi sempre un po’ più in là per superare i suoi limiti, confermando i suoi risultati e dimostrando che le difficoltà e le sfide fanno parte del nostro viaggio di vita, e che è un bene che ci siano. Tuffarsi in qualsiasi cosa nuova quindi, letteralmente.