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Settembre, si riparte!
STORIE

Settembre, si riparte!

di Enrica Baricco

Settembre porta sempre con sé l’immagine di uno zaino. Quello del primo giorno di scuola, preparato con cura per non dimenticare nulla: i quaderni nuovi, le penne, un po’ di emozione. Ma anche lo zaino della vita che a ogni ripartenza ci invita a controllare ciò che abbiamo dentro: progetti, idee, desideri, priorità.

Per CasaOz, settembre è esattamente questo: un punto di partenza. Dopo l’estate – che per noi significa comunque stare accanto ai ragazzi con il nostro CampobaseOz – si riapre la casa rossa, tornano i suoni familiari: il pianoforte che accompagna i pomeriggi, la pallina del calcetto che rimbalza, le voci che si rincorrono. Lo zaino, allora, diventa il simbolo di tutto ciò che portiamo con noi quando ci ritroviamo: le esperienze fatte, l’energia accumulata, le relazioni costruite anche nel periodo di lontananza.

Dentro lo zaino, però, non possiamo mettere tutto. Chi va in montagna lo sa: uno zaino troppo pieno diventa un peso. E anche la vita, a volte, ci tenta caricandoci di ciò che non serve. La sfida è imparare a scegliere: lasciare fuori ciò che è superfluo, tenere ciò che davvero aiuta a camminare. È una lezione che vale per ciascuno di noi e che, ogni giorno, cerchiamo di insegnare e di praticare a CasaOz, accanto ai bambini e ai ragazzi che affrontano la malattia o altre fragilità.

La scuola – che lo zaino evoca subito – è uno dei luoghi più importanti di questo cammino. Sostenere i ragazzi nel percorso scolastico significa restituire loro normalità, obiettivi, futuro. È per questo che, mentre riempiamo i nostri zaini di libri e matite, ci impegniamo anche a riempirli di tempo condiviso, relazioni, di Quotidianità che Cura: i veri strumenti per affrontare le salite della vita.

Nel nostro zaino, quest’anno, mettiamo l’augurio di ritrovarci sempre un po’ meglio dell’anno passato. Con i vecchi amici che tornano, con i nuovi che arriveranno, con il desiderio di ripartire leggeri e forti, insieme. Perché lo zaino di CasaOz è grande abbastanza da accogliere tutti, ma abbastanza saggio da insegnarci che ciò che conta davvero è sempre quello che ci aiuta a salire.